AMINOACIDI E PROTEINE – CARATTERISTICHE & VANTAGGI

Le proteine sono da sempre considerate un elemento essenziale per l’alimentazione umana. Secondo alcuni specialisti tuttavia, un’eccessiva assunzione celerebbe anche dei potenziali rischi.

Proviamo quindi a sottoporre questo macronutriente ad un attento esame per capire, allo stato dell’arte, quale prospettiva sia la più obbiettiva.

Partiamo dalla definizione più semplice: le proteine definite anche protidi, sono macromolecole costituite da catene di amminoacidi legati uno all’altro.

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A cosa servono gli aminoacidi?

Gli aminoacidi sono definiti i “mattoni” delle proteine perché ognuna di queste è formata da una precisa sequenza di aminoacidi. La mancanza di anche un solo aminoacido infatti, non consentirebbe la sintesi di quella specifica proteina. Per fare un’analogia, sarebbe come se nell’alfabeto mancassero delle lettere. Potremmo scrivere la parola Proteina se avessimo solo le consonanti?

Il corpo umano è una macchina complessa, in continua mutazione. Ed è anche grazie agli aminoacidi se questa continua ristrutturazione è possibile. Queste sostanze agiscono giornalmente ricostruendo i danni a carico dei muscoli e, ancora più importante, favorendo la sintesi di sostanze proteiche come le gammaglobuline, l’albumina o l’emoglobina che ci difendono dalle infezioni.

Perché assumere gli aminoacidi?

Gli alimenti essenziali, che siano acidi grassi o aminoacidi non fa differenza, sono definiti tali perché devono essere assunti in quantità adeguate a permetterci la sopravvivenza. Come dimostrato negli ultimi anni infatti, le vie di sintesi degli aminoacidi essenziali sono estremamente sottodimensionate. Di conseguenza, il nostro organismo o non li produce o ne produce in quantità insufficienti.

Quali sono gli aminoacidi essenziali?

Gli aminoacidi “incondizionatamente” essenziali sono 9. Fra questi è compresa anche l’Istidina, il cui ruolo essenziale anche per l’adulto, è stato chiarito dal 1972 da Levy L et all. Il nostro metabolismo di fatto non sarebbe in grado di sopperire alla loro carenza anche in presenza di un eccesso di tutti gli altri elementi essenziali. Vengono invece definiti semi-essenziali: la tirosina e cisteina, in quanto sintetizzati a partire da fenilalanina e metionina, due aminoacidi essenziali.

Seguono poi gli aminoacidi condizionatamente essenziali come l’arginina, la glicina, la glutammina, la prolina, e la taurina. Questi hanno però una caratteristica: in alcune particolari condizioni fisiopatologiche (infezioni, traumi, bambini prematuri, ecc.), richiederebbero quantità maggiori di quelle normalmente prodotte dall’organismo; diventando anch’essi costituenti essenziali. Di seguito, per chiarezza, abbiamo riportato una tabella che classifica gli aminoacidi nelle tre macro-categorie: essenziali, semi-essenziali e non essenziali.

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È meglio assumere proteine o aminoacidi?

Una prima riflessione sull’assunzione di proteine o aminoacidi dovrebbe partire dalla considerazione che, ai fini metabolici, le due sostanze sviluppano effetti diversi sull’organismo. Sulla base dei dati esistenti possiamo infatti affermare che le proteine, come tutti gli altri macronutrienti (carboidrati e grassi), andrebbero qualificate in base ad un’analisi multifattoriale in cui rientrano parametri come: la digeribilità, il valore biologico, la biodisponibilità, l’efficienza proteica, ecc. Ma partiamo dall’analisi delle proteine e cerchiamo di analizzare tutti i fattori che rientrano in una valutazione qualitativa esaustiva:

VB: Il valore biologico è probabilmente l’indice più utilizzato per una valutazione qualitativa delle proteine. Scientificamente indica la quantità di azoto trattenuto per il mantenimento e/o l’accrescimento. Il valore biologico viene stabilito verificando la quantità di azoto assorbito e utilizzato al netto di tutte le perdite che si verificano attraverso le escrezioni urinarie, fecali ecc.

CUD: Il coefficiente di utilizzazione digestiva è un indice che si ricava dalla seguente formula: (azoto assorbito/azoto introdotto con il regime alimentare) *100. Il massimo valore ottenibile è 100. Con il CUD si indica l’efficienza con la quale viene digerita la proteina che si prende in esame. Tra le proteine maggiormente digeribili troviamo, ad esempio, quelle del grano.

PER: il rapporto di efficienza proteica è un parametro che indica l’aumento di peso per 1 g di proteina ingerita da animali cavia in condizioni nutrizionali standardizzate.

PDCAAS: Questo indice è stato adottato nel 1993 dalla FDA e dalla FAO/WHO. La formula che viene utilizzata per calcolare il PDCAAS è la seguente: (mg dell’aminoacido limitante in 1 g delle proteine testate/mg dello stesso aminoacido in 1 g delle proteine di riferimento) * % della digeribilità basata sulle feci. Il valore massimo che può rappresentare è 1,0 e ogni proteina che ha questo valore viene considerata come “completa” per l’essere umano.

NPU: Quota di azoto che viene introdotta e trattenuta dall’organismo. La formula è la seguente: (g di azoto utilizzati (trattenuti)/g di azoto ingeriti); questo valore corrisponde al VB*CUD espresso in percentuale.

EAA: NEAA: Rapporto tra aminoacidi essenziali (EAA) e non essenziali (NEAA) in una determinata proteina. Quanto maggiore la quota di EAA rispetto ai NEAA, migliore sarà l’effetto benefico per l’organismo umano.

Rapporto tra aminoacidi essenziali e non essenziali negli alimenti

Uno dei più autorevoli ricercatori sul tema dei metabolismi e nello studio degli aminoacidi è l’amico Francesco Saverio Dioguardi; Professore associato di Medicina Interna e titolare della Cattedra di Nutrizione Clinica del Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Milano.

Il professor Dioguardi, è stato uno dei primi ricercatori a dimostrare in vivo come un’alimentazione ricca di aminoacidi non essenziali possa peggiorare la composizione corporea, la salute e longevità.

Al contrario, un’alimentazione ricca di aminoacidi essenziali (EAA) può migliorare i parametri clinici e indurre significative riduzioni del peso corporeo grazie all’azione sulle riserve di grasso.

Le osservazioni pubblicate su Cell Metabolism, già nel 2010, vengono quindi riconfermate da ricerche più recenti. Ancora una volta viene infatti affermato che maggiore è la quantità di aminoacidi essenziali presenti nella dieta, maggiore sarà la sopravvivenza dell’organismo. Purtroppo, però, il contenuto di aminoacidi essenziali nel cibo è molto scarso e risulta impossibile trovare alimenti con un rapporto vantaggioso tra aminoacidi essenziali e non essenziali.

Meglio assumere proteine animali o vegetali?

Come abbiamo detto in precedenza, per una valutazione obbiettiva della qualità di un alimento, occorre valutare tutti i fattori che lo determinano: valore biologico, digeribilità, biodisponibilità, contenuto di sostanza xenobiotiche, fitochimici, batteri antibioticoresistenti, ecc.

In questo articolo vorremmo però soffermarci sul fattore “NEAA” /essenziali “EAA” che rappresenta il rapporto tra aminoacidi non essenziali ed essenziali presenti negli alimenti. Sulla base di questo indice, tutti gli alimenti proteici, sia di origine animale sia vegetale, contengono troppi aminoacidi non essenziali (>80%) e pochi aminoacidi essenziali (<20%). Di conseguenza, come possiamo garantirci un apporto bilanciato di queste sostanze così utili al nostro organismo?

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Integratori di aminoacidi essenziali – a cosa servono?

Definire solo utile l’integrazione di aminoacidi essenziali “EAA” per ripristinare un rapporto amminoacidico vantaggioso suona come un eufemismo. L’ampia evidenza scientifica ha difatti dimostrato che gli aminoacidi essenziali ricoprono un ruolo fondamentale nel determinare la salute e l’invecchiamento, ma questi benefici sono direttamente proporzionati alle quantità assunte. “Imbalanced Essential/Non-essential Amino Acids Diet. Front. Med. 5:136 doi:10.3389/fmed.2018.00136 “

Le situazioni in cui gli aminoacidi essenziali possono venirci in aiuto sono molte, vediamone alcune

  • Aminoacidi essenziali nella lotta ai tumori – Recenti studi mostrano che l’integrazione con miscele ricche di EAA innesca l’attivazione di meccanismi di morte nelle cellule tumorali. In particolare, come suggerito da Corsetti et al19 doi.org/10.1111/febs.14081, le cellule tumorali dipendono in gran parte dalla prevalente disponibilità ambientale dei NEAA per i processi metabolici e la proliferazione cellulare, e arricchire il loro ambiente con gli EAA può innescare percorsi specifici che sono in definitiva incompatibili con la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule nemiche. Questi dati sottolineano ancora una volta quali siano gli effetti fisiologici che una sana alimentazione è in grado di apportare al nostro organismo. In quest’ottica, una dieta sana ed equilibrata rappresenterebbe oggi una opzione ai trattamenti di questa complessa malattia.
  • Aminoacidi non essenziali superflui durante il recupero post-allenamento – In un recente studio “Amino Acids 2018 Dec;50(12):1679-1684” è dimostrata anche l’inutilità degli aminoacidi non essenziali durante il recupero post-allenamento. Secondo gli autori, gli atleti di resistenza dovrebbero infatti dare priorità ad alimenti arricchiti di aminoacidi essenziali e/o agli integratori per evitare il rischio di non soddisfare l’elevata richiesta di proteine
  • Aminoacidi essenziali contro le scorie azotate – Le proteine alimentari, dopo essere state digerite, possono percorrere due vie, quella anabolica e quella catabolica. Nel primo caso le proteine vengono utilizzate come materiale di costruzione per la sintesi di tutte le varie strutture proteiche dell’organismo (sintesi proteica). In questo caso le proteine non forniscono energia ma producono una reazione chiamata “deaminazione” che produce le cosiddette scorie azotate.

Proprio la formazione delle scorie azotate costituisce il grande limite delle diete iperproteiche. Le scorie azotate infatti, devono essere smaltite a livello renale con un notevole impegno a carico dei reni che rischiano così l’ipertrofia.

Infatti, i nefrologi più competenti hanno da sempre consigliato (ai pazienti con problemi renali) di seguire una dieta a bassissimo contenuto di proteine alimentari (Very Low Protein Diet-VLPD) aggiungendo un’integrazione di aminoacidi essenziali per ridurre la sintesi dell’urea; approccio confermato nuovamente da un recente studio apparso su Kidney Res Clin Pract 2018 dic;37(4): 384-392.

Di conseguenza possiamo concludere che l’assunzione di aminoacidi essenziali, al contrario delle diete iperproteiche, non richiede alcuna fase digestiva e non sovraccarica di scorie azotate i reni. Gli aminoacidi essenziali vengono infatti utilizzati completamente a scopo sintetico e/o energetico.

Integratori di aminoacidi essenziali EAA

Non tutti gli aminoacidi essenziali sono richiesti dal nostro metabolismo nelle stesse quantità. Queste sostanze devono essere presenti in un preciso rapporto qualitativo e quantitativo, come un abito cucito su misura alle esigenze umane.

Una miscela formulata correttamente è tuttavia capace di coprire i fabbisogni e le carenze durante certi periodi o in condizioni di salute precaria.

Oltre al rapporto tra i vari aminoacidi essenziali, in un integratore che si rispetti, bisogna poi valutare la materia prima con cui vengono prodotti. Se contengono, ad esempio, aminoacidi provenienti da fermentazione vegetale di altissima qualità come quelli della Kyowa Quality avranno un prezzo superiore rispetto alla media, ma a mio parere, del tutto giustificato.

Un integratore alimentare deve seguire le giuste regole del metabolismo, agendo nel modo più naturale possibile. Per questo motivo vi consigliamo di integrare gli aminoacidi essenziali con integratori naturali che regolino il metabolismo del glucosio, dei lipidi, il bilancio energetico, la popolazione batterica intestinale e favoriscono l’equilibrio immunitario.

Purtroppo, come abbiamo cercato di spiegare in questo articolo, gli aminoacidi contenuti nelle proteine alimentari sono proprio quelli di cui abbiamo meno bisogno. Pertanto, per evitare delle carenze, è consigliabile introdurre un quantitativo supplementare di aminoacidi che copra il fabbisogno del nostro organismo. Per garantirvi una corretta integrazione di EAA, il nostro consiglio, è quello di affidarvi a due dei migliori prodotti attualmente in commercio: Bioamin e Nutrixam FMS.
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