DAL 88 AL 100% DELLE PERSONE SONO CONTAMINATE DA SOSTANZE CHIMICHE, COSA POSSIAMO FARE PER RIDURRE AL MINIMO LE CONTAMINAZIONI?

Per niente incoraggiante il risultato del nuovo studio norvegese sul biomonitoraggio relativo al progetto Europeo EuroMix: sono stati misurati livelli di fenoli (sostanze derivate dagli idrocarburi) e ftalati (composti chimici usati nell’industria delle materie plastiche) in campioni di urina 24h su 24 rispetto alle fonti di esposizione da alimenti e prodotti per la cura del corpo.

SINTESI DELLO STUDIO:

L’esposizione a più sostanze chimiche avviene quotidianamente attraverso diverse vie; dieta, inalazione e contatto cutaneo. La valutazione dell’esposizione nella vita reale è necessaria per comprendere il rischio. Pertanto, è stato condotto uno studio sul biomonitoraggio umano (BM) per esaminare la plausibilità dei calcoli da fonte a dose per le miscele chimiche nel progetto EuroMix di Orizzonte 2020.


OBIETTIVO DELLO STUDIO:

Fornire una descrizione dettagliata del progetto dello studio EuroMix e presentare i risultati iniziali per fenoli e ftalati urinari e descriverne i determinanti dell’esposizione da alimenti e prodotti per la cura del corpo (PCC).


METODO:

Gli adulti (44 maschi e 100 femmine) hanno tenuto diari dettagliati sul consumo di cibo, sull’uso di PCC. I campioni di urina sono stati raccolti nello stesso periodo di 24 ore. Livelli urinari di quattro parabeni, cinque bisfenoli, ossibenzone / benzofenone-3 (OXBE), triclosan (TCS), triclocarban (TCC) e metaboliti di otto ftalati e 1,2-cicloesano dicarbossilico acido diisononilico estere (DINCH) sono stati analizzati dall’ultra- cromatografia liquida ad alte prestazioni e spettrometria di massa tandem. Sono state eseguite regressioni lineari multi-variabili tra PCC / categorie alimentari e ciascuna variabile chimica dipendente separatamente, e sono state stratificate per sesso solo quando erano significative interazioni tra sesso e variabile indipendente.


RISULTATI:

Il tasso di rilevamento per i metaboliti di ftalati e DINCH e bisfenolo A (BPA) e TCS nelle urine era dell’88-100%, mentre il bisfenolo S (BPS) e il bisfenolo F (BPF) sono stati trovati rispettivamente nel 29% e 4% dei campioni di urina. Non sono stati rilevati bisfenolo B (BPB), bisfenolo AF (BPAF) e TCC. I gruppi alimentari associati all’esposizione al fenolo erano carne, pane, bevande e burro e olio. I determinanti alimentari per l’esposizione al ftalato erano dolci, burro e olio, frutta e bacche e altri alimentiL’unica associazione positiva tra l’uso di prodotti per la cura del corpo (PCC) e fenoli è stata trovata tra BPA e lucidalabbra / balsamo. L’esposizione al ftalato è stata associata all’uso di bagnoschiuma, crema per le mani (femmine), dentifricio, crema antirughe (femmine) e prodotti per la rasatura (maschi).


CONCLUSIONE:

I partecipanti allo studio EuroMix BM sono stati esposti a una miscela di fenoli e ftalati. Una varietà di categorie alimentari e prodotti per la cura del corpo sono state ritenute possibili fonti di queste sostanze chimiche. Ciò indica un modello complesso di esposizione a numerosi prodotti chimici da più fonti, a seconda della dieta individuale e delle preferenze sui prodotti.

Riferimenti: Environ Int. 27 agosto 2019; 132: 105103. doi: 10.1016 / j.envint.2019.105103.

Il risultato di questo studio conferma l’urgenza di sostituire i materiali plastici con materiali biodegradabili, sia nel confezionamento degli alimenti sia riguardo ai prodotti per la cura del corpo, questo obbligherà le aziende a velocizzare un cambiamento in atto verso un’era più responsabile nei confronti della natura e della nostra salute.

Ad esempio, potremmo iniziare dall’igiene orale, oggi è possibile indirizzarci verso spazzolini di legno o di bambù con setole in nylon-6 (BPA free) o bambù.

Le alternative al nylon oggi sono poche, ma è stato trovato il tipo nylon-6, la soluzione maggiormente bio-degradabile al giorno d’oggi. Questo tipo di nylon si decompone in tempi brevi e il suo spessore può variare per realizzare spazzolini biodegradabili duri, medi o soffici.

I dentisti raccomandano di cambiarne lo spazzolino ogni tre mesi. Visto che la sola popolazione Europea si aggira sui 750 milioni di persone è facilmente intuibile la quantità di plastica gettata ogni anno nella spazzatura. Il grosso problema infatti, oltre alle alte emissioni di gas serra in fase produttiva, sta proprio nello smaltimento dello spazzolino: questi strumenti igienici, essenziali alla nostra salute, sono realizzati interamente da polipropilene, una plastica non riciclata e non riciclabile.

Vi siete mai chiesti quanto tempo ci mette uno spazzolino per degradarsi completamente una volta giunto in discarica? All’incirca mille anni.

A questo punto, per coerenza, non ci rimane che dirigerci verso un utilizzo di dentifrici completamente naturali confezionati con materie prime possibilmente 100% biodegradabili. Non ci crederai, ma tu stesso potresti cimentarti nella produzione di una formulazione fatta in casa, soltanto con pochi ingredienti naturali (vedi ricetta sotto come esempio), è di una semplicità disarmante. Nel caso in cui invece non avessi il tempo o voglia, esistono in commercio diversi prodotti validi, anche in polvere o in tavolette solide masticabili che si trasformano in dentifricio a contatto con la saliva, ovviamente ti consigliamo di privilegiare sempre aziende più vicine a te, che si impegnano a ricercare materiali ecologici per confezionare il prodotto.

RICETTA DENTIFRICIO ECOLOGICO “HOME MADE”

  • 3 cucchiai di Powerday (Bicarbonato di Potassio + Xilitolo) www.swissnatualmed.ch
  • 1 cucchiaio diolio extravergine di cocco biologico pressato a freddo
  • 10 gocce di olio essenziale alla menta

PREPARAZIONE

Mescolare tutti gli ingredienti con una forchetta o un cucchiaio.

NON AVENDO ALCUN TIPO DI CONSERVANTE, CONVIENE TENERLO IN FRIGORIFERO, quantomeno sarai sicuro di utilizzare un prodotto naturale al 100%, privo di sostanze chimiche, che talvolta possono rivelarsi tossiche per il nostro organismo, e avrai ridotto l’impatto sull’ambiente.

sostanze contaminanti