Che il tessuto adiposo (specializzato nello stoccaggio di acidi grassi) fosse ritenuto da tempo un organo endocrino complesso a tutti gli effetti, con importanti influenze a livello sistemico, è chiaro da tempo, ma che il muscolo è diventando uno degli organi più importanti nella medicina preventiva e rigenerativa, con il suo super ruolo da immunomodulatore, purtroppo ce ne siamo accorti da poco.

Il muscolo come organo endocrino a fatto molta strada dal 1997 quando fu scoperta la prima miochina da Se-Jin Lee’s alla Johns Hopkins University, quest’ormone capace di inibire la crescita del muscolo stesso. Scoprirono che in parte, poteva essere bloccato questo ormone sia dall’esercizio di resistenza (corsa, bici, ecc.) sia da quello di forza (sollevamento pesi).

Dal 1997 ad oggi non solo sono stati scoperti molti altri ormoni prodotti dall’allungamento muscolare e dai vari tipi di sforzi muscolari, ma si comincia a capire qualcosa anche sulle loro interazioni, cominciando a classificare alcuni nuovi assi ormonali in grado di influenzare a catena tutto l’organismo, l’immagine sotto raffigurata “pubblicata dall’ American Physiological Society” mostra la complessità di alcuni di questi meccanismi.

IRISINA, UN ORMONE DIMAGRANTE
In quest’articolo si vorrebbe focalizzare l’attenzione sul ruolo di un particolare ormone, l’IRISINA, una miochina molto rilevante sia all’interno dei processi metabolici capaci di promuovere il dimagrimento, sia in ambito di prevenzione alle malattie degenerative.

L’irisina, scoperta da alcuni ricercatori della Harvard Medical School (Boström et al. 2012) ha mostrato un effetto diretto sulla trasformazione del GRASSO BIANCO (cellule specializzate nello stoccaggio di acidi grassi come riserva energetica) in GRASSO BRUNO (cellule specializzate nella produzione di energia).
Una trasformazione che potrebbe portare evidenti vantaggi in termini di dimagrimento.

L’irisina stimola negli adipociti l’espressione della UCP 1 (termogenina) o proteina disaccoppiante situata nei mitocondri. In pratica l’energia del sistema aerobico lipidico è utilizzata per produrre calore invece che ATP.

PROPRIETÀ BENEFICHE E PROTETTIVE DELL’IRISINA

Irisina è un peptide ampiamente studiato negli ultimi anni. Numerosi studi evidenziano l’elevate proprietà benefiche e protettive dell’irisina in ambito di obesità, resistenza all’insulina, disturbi metaboliciShi, X, et al. BMC Endocr. Disord 2016,16,44; Chen, JQ, et al Lipids Health Dis. 2015; Lopez-Legarrea, et al Nutr. Diabetics 2014” e steatosi epaticaPark, MJ,et al, Cell Signal, 2015″.

Inoltre, è stato dimostrato che i livelli ematici di risina possono essere un fattore predittivo per condizioni come il diabete mellito di tipo 2, il rischio cardiometabolico in vita sedentaria, sarcopenia e arteriosclerosi carotidea, malattie renali croniche, sindrome dell’ovaio policistico e il cancro al senoMoreno, M. et all. ;PLoS ONE 2015 , Lee, MJ et all. Aterosclerosi 2015 , 242 , 476-482. Wen, MS, et all. PLoS ONE 2013 , 8; Polak, K., Endocrinol. Investig. 2017 , 40 , 1-8; Provatopoulou, X. et all. BMC Cancer 2015 , 15 , 898″ 
Come riportato da Rana et al. “Age 2014, 36,995-1001“, il livello irisina, correlato con l’età del paziente, può prevedere la lunghezza dei telomeri.

PROPRIETÀ ANTI-INFIAMMATORIE DELL’IRISINA
Ripetutamente, molti altri studi hanno indicato una correlazione tra il livello irisina e il livello di fattori infiammatori, suggerendo sue proprietà anti-infiammatorie “Poyzos, SA et al Metabolism 2014, 63,207-217; Dulina, K. et al Cryobiology 2015, 71,398-404”. Tuttavia, si sta ancora indagando per riuscire a spiegare l’effetto diretto della risina sulla attivazione delle cellule immunocompetenti.

I macrofagi, le cellule cruciali nella prima linea della nostra difesa immunitaria, svolgono un ruolo importante nella eliminazione degli agenti patogeni e il reclutamento di altre cellule in prossimità del luogo d’infiammazione in corso. Tuttavia, in alcune condizioni patologiche, come, per esempio, obesità, la loro attivazione eccessiva può provocare l’induzione esagerata dell’infiammazione e di conseguenza verso lo sviluppo di malattie associate.
Nel meccanismo di riconoscimento patogeno, un ruolo importante è assegnato ai recettori Toll-like (TLR) che sono stimolati da modelli molecolari associati ai patogeni (PAMP) come  batteri, virus o funghi. LPS, un componente della membrana esterna dei batteri Gram-negativi, come PAMP interagisce con il recettore TLR4 e innesca l’attivazione della via a valle, portando alla fosforilazione e traslocazione del fattore di trascrizione NF-kB, e di conseguenza la secrezione di mediatori pro-infiammatori.
In conclusione, come presentato in questo recente studio “Int. J. Mol. Sci. 2017 , 18 (4), 701; doi: 10,3390 l’irisina ha la capacità di inibire l’attivazione infiammatoria dei macrofagi stimolati con LPS. L’effetto anti-infiammatorio dell’irisina, osservata in questo studio, è mediata dall’inibizione del pathway a valle di TLR4 / MyD88, che è collegato con la fosforilazione di MAPK soppresso e di conseguenza una minore attivazione di NF-kB. Come risultato di questi cambiamenti, è stato osservato la riduzione sia l’espressione ed il rilascio di citochine pro-infiammatorie come IL-1β, TNFa, IL-6, KC, MCP-1 e HMGB1. 

Per approfondimenti in merito  ai nuovi assi ormonali legati al dimagrimento, vi invitiamo al I° Congresso di Nutrizione EQUILIBRIUM  “intelligent food” che si terrà presso l’Università della Svizzera Italiana il 29 Aprile 2017, per iscrizioni: info@equilibriumfood.ch    –   Tel.   +41(0) 91 252 00 85