L’alopecia Androgenetica è il tipo più comune di perdita dei capelli, che colpisce fino al 70% degli uomini e 40% delle donne. Le persone che soffrono di calvizie come l’Alopecia Androgenetica sono sempre più numerose. Leggendo i dati statistici risulta che già dai 36 ai 40 anni è normale soffrire di questa patologia “estetica”, visto che più del 58% della popolazione ne è confrontata.

                    

Gli studi hanno associato il tipo di calvizie denominato “Alopecia Androgenetica” a molte malattie, come la malattia coronarica [1] , [2], [3] , l’ipertensione [4] , il cancro alla prostata [5] , [6] , e cardiopatia ischemica [7] , ed è probabile che sia anche un sintomo precursore di queste malattie.

Appaiono spesso articoli dove vengono promosse nuove e miracolose soluzioni contro la calvizie, ma la realtà dei fatti è che evidenze scientifiche serie a tal proposito ne esistono molto poche. L’obbiettivo vorrebbe essere quello di fare un punto della situazione, sintetizzando il contenuto dei principali e autorevoli studi attinenti alla calvizie e alle relative soluzioni proposte.

Uno degli studi più recenti è basato sull’utilizzo dei cheranociti follicolari di capelli umani per generare cellule staminali pluripotenti. Le cellule pluripotenti derivate dai follicoli piliferi, non solo hanno una maggiore tendenza a ri-differenziarsi in follicoli piliferi, ma sono anche più adatti per la crescita dei capelli nel microambiente tissutale del cuoi capelluto.

Questo studio a dimostrato che i follicoli dei capelli potrebbero essere utilizzati per produrre cellule staminali pluripotenti e ha suggerito che gli elementi genetici e micro-ambientali dei follicoli piliferi potrebbero innescare follicoli di capelli più alti e con maggiore ri-differenziamento. PeerJ. 10 novembre 2016; 4: e2695;

Un altro studio interessante è quello di Azar RP et all. che dimostra come un autotrapianto con metodo Follicular Unit Extraction, da sempre ritenuto efficace le calvizie. È stato però utilizzata solitamente come zona donatrice l’area occipitale verso la zona frontale. Questa pubblicazione dimostra che è possibile eseguire questa tecnica anche dal tessuto follicolare pilifero in siti del corpo differenti, come barba e petto, anche se è stato dimostrato che ogni zona possiedono caratteristiche morfologiche dissimili.

I risultati presentati dimostrano che le unità follicolari provenienti da diversi siti del corpo sono in grado di sostituire i follicoli piliferi miniaturizzati o degradati in diverse aree del destinatario, come il cuoio capelluto o le sopracciglia, mantenendo la loro capacità intrinseca o acquisita di auto-regolarsi plasticamente all’interno della regione epiteliale beneficiaria.

Secondo gli autori i “cross-talk” principali alla base del rimodellamento tissutale ossevato è probabilmente mediato da cellule immunitarie infiltranti. Int J tricologia . 2015 Jan-Mar; 7 (1): 16-23

Un altro studio degno di nota è sicuramente quello portato avanti dal gruppo di ricercatori del dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari, Facoltà di Agraria e Biotecnologie, Chungnam National University, Repubblica della Corea, guidato da un brillante ricercatore di nome Shahnaz Begum, che ha già pubblicato molti lavori interessanti su estratti naturali che funzionano meglio del Minoxidil. In questo caso a confrontato una pianta Crisantemo zawadskii latilobum (Asteraceae) definito CZ e Polygonum multiflorum Thunb. (Polygonaceae) definito PM sono stati utilizzati tradizionalmente per il trattamento di diverse malattie sistemiche e acclamato per le varie attività biologiche tra cui la crescita dei capelli.


Questo studio ha indagato sull’efficacia nel ripristino dei capelli con estratti di piante officinali selezionate su modelli di topi geneticamente predisposti a calvizie. Applicazioni topiche con estratti in metanolo di CZ e PM (10 mg / mouse / d) con la formulazione standard (glicole propilenico: etanolo: dimetilsolfossido, 67: 30: 3% v / v) e Minoxidil (2%) sono stati applicati tutti i giorni per 40 giorni consecutivi.
In questo studio, il punteggio massimo (2,5 ± 0,29) è stato ottenuto nel gruppo CZ-trattata. Osservazione istologica ha rivelato un aumento significativo (p <0.001) nel numero di follicoli piliferi (HF) in topi CZ-trattati (58.66 ± 3,72) rispetto ai topi trattati con il Minoxidil (40 ± 2,71). Successivamente, analisi immunoistochimica ha anche confermato la proliferazione dei cheratinociti follicolari.

Pertanto, l’applicazione topica di estratti a base di Crisantemo Zawadskii Latilobum e Poygonum Multiflorum Thunb  può rappresentare una nuova strategia per la gestione e la terapia di alcune forme di alopecia. Pharm Biol. 2015 Agosto; 53 (8): 1098-103. doi: 10,3109 

Non bisogna dimenticare che è altrettanto importante seguire quotidianamente un profilo alimentare che possa mantenere un PH corretto nei vari compartimenti corporei e introdurre regolarmente alimenti anti-infiammatori

Rimaniamo a vostra disposizione per un eventuale consulenza alimentare in merito.