Nutrizione DIMAGRANTE & ANTI-AGING

Il nostro metodo è articolato in due principali consulenze:

LA PRIMA FASE consiste in una raccolta dati, il più completa possibile, che includala composizione corporea pluri compartimentale, questionario benessere, eventuali analisi ematiche convenzionali e/o pannelli specificatamente sviluppati per una valutazione predittiva, studio metagenomico del microbiota, analisi genetiche, ecc. Va dunque tenuto conto di tutto ciò che permette di individualizzare il piano alimentare e creare strategie atte a stimolare più efficacemente possibile il dimagrimento, in modo da raggiungere più velocemente possibile l’obiettivo, realisticamente condiviso tra noi e il cliente all’inizio del percorso.
Questa completa raccolta dati e la relativa analisi permettono anche di stimare con una ragionevole precisione il tempo necessario per conseguire il risultato desiderato.

LA SECONDA FASE consiste nell’istruzione del piano alimentare proposto.
In questa fase viene spiegato il criterio con cui gli alimenti devono essere scelti a colazione, pranzo, cena ed eventuali spuntini. Tutti gli alimenti proposti sono selezionati per la loro quantità e biodisponibilità dei principi attivi in essi contenuti, biocompatibilità delle materie prime rispetto alla propria genetica, sicurezza rispetto ai principali contaminanti alimentari (AGEs, metalli pesanti, micotossine), carico acido renale potenziale, compatibilità con le variazioni ormonali soggettive legate al ciclo circadiano, età, etnia, sesso, ecc.

SCEGLIERE LE GIUSTE MATERIE PRIME AIUTA A VELOCIZZARE IL DIMAGRIMENTO
Nelle nostre strategie alimentari vengono consigliati alcuni alimenti della linea EQUILIBRIUM “intelligentfood” www.equilibriumfood.ch, sviluppati appositamente per garantire la massima attenzione rispetto a tutti i punti sopra elencati.
Questi alimenti permettono di stimolare maggiormente il metabolismo lipidico, ottenendo un dimagrimento superiore del 200% rispetto a chi utilizza alimenti convenzionali e riscontrando una perdita di massa grassa attorno al 8% al mese.
Con uno studio osservazionale effettuato da noi tra il 2003 e il 2005 con 100 persone, dimostrammo che, seguendo le corrette linee guida nutrizionali,ma con alimenti convenzionali,tutte le persone in effetti riuscirono a dimagrire, ma perdendo solo in media al massimo il 4% di massa grassa al mese.

NUTRENDO LE CELLULE DALL’INTERNO SI RALLENTA L’INVECCHIAMENTO
Mantenere una percentuale di grasso corretta aiuta a controllare le infiammazioni sistemiche silenti, legate alla degenerazione dei tessuti. Inoltre, conservare un pH extracellulare ideale, tenendo sotto controllo i giusti rapporti tra i vari minerali, permette di prevenire la destrutturazione del collagene, uno dei principali obiettivi della medicina anti-aging.
Utilizzando un’alimentazione specifica, mirata a regolare il ciclo fisiologico della produzione di cortisolo (definito l’ormone dello stress) durante l’arco della giornata, il mantenimento di una produzione bassa di AGEs (prodotto finale della glicosilazione avanzata) e un giusto equilibrio delle MMPs (metalloproteinasi), è possibile agire in concerto per modulare molte molecole bioattive sulla superficie delle cellule, influenzando a nostro favore la loro sorte.

APPROFONDIMENTI
Per poter analizzare la composizione corporea in più compartimenti possibili (massa grassa, massa muscolare, acqua, minerali, ecc.),noi preferiamo utilizzare moderne strumentazioni convalidate, come la bioimpedenza a multifrequenza. Tuttavia in alcuni casi preferiamo associare queste moderne tecnologie a una tradizionale indagine antroplicometrica, misurando direttamente il grasso sottocutaneo in 12 siti di repere, le circonferenze in 10 punti differenti e i diametri ossei in altri 5 punti.

Scegliamo in seguito la formula di conversione più adatta al soggetto testato, che permetta di estrapolare una stima, più precisa possibile, della propria massa grassa e del proprio metabolismo basale (dispendio energetico durante l’arco della giornata in una situazione di riposo).

Questa stima sarà utilizzata solo come base di ragionamento durante lo sviluppo delle linee guida nutrizionali, tenendo conto che il dimagrimento non può essere considerato una pura e semplice equazione matematica.

LA CLASSIFICAZIONE COSTITUZIONALE DEL SOGGETTO È IMPORTANTE

Utilizzando anche la plicometria, rispetto ad affidarsi solo a un test come la bioimpedenziometria, o peggio ancora alla formula più frequentemente utilizzata, cioè l’indice di massa corporea (definita in inglese “BMI” Body Mass Index), abbiamo il vantaggio di poter scoprire anche il tipo di ingrassamento soggettivo e intuire dove si trovano le parti corporee maggiormente ricche di recettori Beta-3, deputati alla lipolisi (metabolismo dei grassi) o le parti ricche di recettori Alpha, che invece inibiscono la lipolisi.

I dati inerenti alla composizione corporea che raccogliamo sono importanti anche ai fini di individuare i tratti distintivi di un certo assetto ormonale, che dev’essere assolutamente tenuto in considerazione durante la raccolta dati.

Definendo con precisione il somatotipo individuale, cioè la classificazione costituzionale del soggetto, è possibile pianificare meglio il percorso da svolgere per massimizzare i risultati.

Proponiamo pertanto controlli a scadenze regolari, dove è possibile verificare i risultati, confrontando anche i dati registrati in precedenza e riprogrammare eventualmente gli obiettivi successivi.

Solo dopo aver analizzato tutti i dati in nostro possesso proponiamo un nuovo profilo alimentare, normocalorico o leggermente ipocalorico a giorni alterni, tenendo in considerazione l’informazione genetica delle varie sostanze nutritive contenute negli alimenti epermettendo così al nostro corpo di perdere massa grassa senza abbassare il proprio metabolismo.

DIMAGRIRE MANTENENDO ALTO IL PROPRIO METABOLISMO

Questo significa che l’obiettivo punterà al raggiungimento del dimagrimento, precedentemente stabilito, ma stimolando l’organismo, anche una volta conquistato il proprio peso forma, a bruciare una quantità maggiore di calorie giornaliere, anche a riposo, in modo da aumentare la probabilità di rimanere magri a lungo termine.

Potrebbe sembrare un presupposto banale, ma in realtà non lo è affatto. È stato infatti dimostrato già nel lontano 1969, in una pubblicazione su Lancet, una delle più accreditate riviste scientifiche, che la maggior parte delle diete ipocaloriche dopo appena tre giorni costringe l’organismo a diminuire il proprio metabolismo, adattandosi così, per questione di sopravvivenza, a consumare meno calorie. In termini di prospettive ciò significa diminuire le probabilità di rimanere magri.

SE VOLETE MISURARE IL VOSTRO DIMAGRIMENTO NON UTILIZZATE LA BILANCIA

È importante ricordare che una figura professionale competente in materia di dimagrimento non dovrebbe mai misurare il dimagrimento con la bilancia, poiché è uno strumento troppo approssimativo.

La bilancia pesa il compartimento dell’acqua extracellulare, l’acqua intracellulare, il glicogeno, la massa magra, la massa grassa, ecc. Ciò significa dunque che quando notate una perdita di peso nella bilancia, non sapete se è un dato positivo o negativo, perché si tratta in realtà di una perdita di peso aspecifica: non è infatti possibile riconoscere quale compartimento è cambiato.

Paradossalmente, una persona può perdere peso ingrassando o può dimagrire aumentando il proprio peso, quindi in questi due casi la bilancia può essere fuorviante.

In linea di massima, possiamo dire che dimagrire perdendo meno peso possibile è indice di un miglior cambiamento della composizione corporea e può riflettere un miglioramento metabolico.

LA COMPOSIZIONE CORPOREA È UN INDICATORE PREDITTIVO FONDAMENTALE PER LA VOSTRA SALUTE E IL VOSTRO INVECCHIAMENTO DI SUCCESSO (THE SECRET OF AGING WELL)

La valutazione della composizione corporea è oggi considerata basilare per prevenire molte delle patologie degenerative, perché rispecchia l’andamento metabolico degli organi interni.

La massa grassa in eccesso produce una quantità eccessiva di citochine pro-infiammatorie in modo silente, asintomatico e sistemico. Questo è ritenuto il meccanismo alla base dello sviluppo della maggior parte delle patologie degenerative e di un invecchiamento precoce.

Anche quando parliamo di medicina preventiva, predittiva o Anti-Aging, la matrice grassa riveste un ruolo fondamentale.

ALCUNI ESEMPI DI CORRELAZIONI MOSTRATE IN LAVORI DI RECENTE PUBBLICAZIONE:

Sistema immunitario e composizione corporea: Obesity (Silver Spring) 2016 Oct;24(10):2140-9

Infiammazione silente e composizione corporea: Eur J Nutr. 2016 Sep. 10

Osteoartriti e composizione corporea: BMC MusculoskeletDisord 2016 29 Apr;17:192

Funzione polmonare e composizione corporea: PloSOne 2016 Sep 28;11(9)

Spondilite anchilosante e composizione corporea: BMC MusculoskeletDisord 2016 Jul;11;17:268

Morbo di Crohne composizione corporea: ClinNutr 2016 Jan 22.PII: S0261-5614(16)00.007-8

Neurosviluppo pediatrico e composizione corporea: J Pediatr 2016 Jun;173:108-15

Durata della degenza e composizione corporea: CurrOncol Rep. 2016 Feb;18(2):8

Dolori nelle osteoartriti e composizione corporea: Can J DietPract Res 2016 Jun;77 (2):98-102

Stato della Vitamina D e composizione corporea: Eur J ClinNutr 2016 Jun; 70(6):743-9

Fratture anca e femore rispetto alla composizione corporea: PLoSOne 2015 Jun; 10(6):e0130400

Sindrome metabolica e composizione corporea: MetabSyndrRelatDisord 2015 Mar;13(2):91-8

Rischio aterosclerosi e composizione corporeaInt J CardiovascImaging 2016 Sep; 32(9):1451-1460

Cachessia neoplastica e composizione corporea: Support Care Cancer 2016 Sep;

Tossicità farmacologica e composizione corporea: J NutrHealthAging 2016;20(8):878-888

PER DIMAGRIRE È PIÙ IMPORTANTE SEGUIRE LA CRONOBIOLOGIA CHE LE CALORIE

Oramai è noto che per stimolare il dimagrimento è più importante inserire i giusti alimentinegli negli orari ideali, seguendo i cicli circadiani, piuttosto che calcolare, come se fosse una semplice equazione matematica, le kcal introdotte rispetto a quelle consumate. Inoltre, ci sono persone con meccanismi metabolici bloccati, che difficilmente potranno raggiungere i propri obiettivi se non vi si pone rimedio prima di iniziare il percorso dimagrante. In tutti i casi, queste persone difficilmente riusciranno a mantenere a lungo termine la percentuale di grasso desiderata, tenderanno anzi a tornare nella situazione iniziale o addirittura a cadere in una situazione peggiore.

NON SERVE MANGIARE POCO PER DIMAGRIRE

Per spiegare questo concetto utilizziamo spesso l’esempio di due gemelli monozigoti.

Se i due gemelli seguissero per un mese due profili nutrizionali diversi, ma con lo stesso quantitativo calorico giornaliero, per esempio 2000 kcal, uno mangiando solo una volta al giorno meringhe e panna per cena e l’altro mangiando a colazione cereali e latte di mandorla, a pranzo pasta ai grani antichi con verdure e a cena sushi, si potrebbe notare presto sul primo gemello un aumento della percentuale di grasso e sul secondo invece una tendenza al dimagrimento.

ALLA CORRETTA ALIMENTAZIONE ABBINATE ANCHE UN ALLENAMENTO

Aggiungendo a un’alimentazione corretta un programma di allenamento muscolare e cardiovascolare, si può evitare che durante il percorso di dimagrimento si perda massa muscolare. Si può anzi acquisire un aspetto più tonico e aumentare il proprio metabolismo.

Inoltre, un allenamento intenso aumenta il consumo d’ossigeno post-allenamento, che è in stretta relazione al consumo di grasso durante le ore successive all’allenamento.. Int J Exerc Sci 2016 15 gennaio, 9 (1): 77-88.”

È sempre importante analizzare correttamente le informazioni estrapolate durante la raccolta dati per poter programmare l’allenamento migliore (es. fascia oraria, intensità, durata, tipologia di allenamento, bibita da assumere prima, durante e dopo, ecc.), altrimenti la persona potrebbe non rispondere correttamente agli stimoli indotti dall’allenamento.